Il lupo e la colomba – Kathleen Woodiwiss

La giovane Aislinn di Darkenwald, figlia di un nobile sassone, viene fatta prigioniera insieme con la madre e il fidanzato dagli invasori normanni al seguito di Guglielmo il Conquistatore. Diventata schiava del guerriero Wulfgar, Aislinn, che ha assistito a troppi orrori e violenze, comincia suo malgrado a subire il fascino del suo padrone, un gentiluomo molto diverso dagli altri normanni che lei ha imparato a odiare. Quando Wulfgar dovrà difendersi da un complotto ordito ai suoi danni sarà Aislinn ad aiutarlo, ascoltando la voce del sentimento.

Uno dei libri migliori della regina del romance, ambientato in un Medioevo magico e appassionato, tra armature scintillanti, imponenti manieri e uomini implacabili nell’odio e nell’amore. Una ricostruzione storica appassionante come le sequenze di un film fantasy, pulsioni violente e passioni irrefrenabili, cavalieri forti e spietati e dame coraggiose e innamorate nelle pagine di questo libro di impianto classico e di narrazione incalzante.

Titolo italiano: Il lupo e la colomba
Titolo originale: The Wolf and the Dove
Autore: Kathleen E. Woodiwiss
Anno: 1974
Epoca Normanna: 1066 d.C.
Location: 
Inghilterra

Editore Sonzogno www.sonzognoeditori.it

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Dopo aver letto le recensioni in giro per il web mi aspettavo molto di più da questo Romanzo. Sicuramente c’è la penna magica dell’autrice a guidare un racconto altrimenti un po’ giù di tono. La trama e alcuni personaggi non mi hanno convinto, ma andiamo per ordine iniziando dalla trama.

Favolosa l’epoca di ambientazione di questo romanzo, il Medioevo, e immerso pienamente in questa epoca il romanzo inizia a trasportarci nel Castello di Darkenwald in Sassonia, in cui il nobile proprietario e tanti suoi sudditi sono stati massacrati da Ragnor de Marte , il vero “cattivo” del racconto, che per riportare al controllo normanno di Guglielmo il Conquestatore quelle terre, non risparmia morte e distruzione.

E’ proprio il padre di Aislinn (la colomba), Lord Erald di Darkenwald a morire nello scontro e la ragazza e sua madre Maida vengono rese schiave e vittime di violenza nella loro stessa casa. Ma il castello non era destinato al perfido Ragnor, ecco che il giorno dopo arriva finalmente Wulfgar che prende possesso del castello e che ristabilisce l’ordine anche tra i soldati. Wulfgar rimane subito colpito da Aislinn e vuole farla sua schiava, ma Ragnor la vuole per sè come ricompensa e lasciano così  la scelta a Aislinn. Dopo le violenze subite e viste perpetrare da Ragnor la ragazza sceglie Wulfgar sperando nel “male minore” e così in effetti si rivela essere l’uomo, molto più paziente e rispettoso, anche se non estraneo del tutto all’uso della forza.

Da questo momento i due sono vittime della reciproca attrazione, e anche la stima che hanno l’uno nell’altra crescerà sempre di più fino a portarli a diventare amanti. Nel frattempo la madre di Aislin cade in una profonda depressione e diventa quasi pazza, così viene portata a vivere fuori dal castello, sarà Aislin e prendersi cura dei contadini e dei sudditi preparando pozioni e medicine naturali. La ragazza si sente responsabile di quella che è stata la terra di suo padre e rimane per tentare di mediare favori e cure per la sua gente nei confronti di Wulfgar.

Il lupo è però scettico nei confronti delle donne, sua madre stessa non è stata sicuramente un buon esempio visto che, per fare un dispetto a suo marito rivelò che l’erede Wulfgar non era veramente suo figlio. Come bastardo fu quindi disconosciuto da suo padre (anche lui sassone) e dovette guadagnarsi da vivere come mercenario del re Guglielmo per i normanni. Ad un certo punto però la sorellastra Gwyneth e il “padre” di Wulfgar chiedono asilo nel suo castello perchè non hanno più terre e l’insopportabile Gwyneth per l’intero romanzo sarà fonte di veleno, offese e malignità.

Aislin non sopporta più il suo ruolo di schiava, inizia a desiderare di essere la sposa di Wulfgar, ma lui non ne vuole sapere, anche se le concede sempre più libertà, e doni e la pone come signora del castello di fronte agli altri. Nel frattempo Ragnor non si arrende, rivuole Aislin per sè e, non riuscendo ad ottenerla, riesce a prendersi le simpatie di Gwyneth diventando il suo amante. Ma questo legame non lo soddisfa e cercherà sempre di riprendersi Aislin.

Ad un certo punto ecco che la nostra eroina è di fronte ad un bivio: è incinta… ma di chi? Suo figlio sarà frutto della violenza di Ragnor o dell’amore di Wulfgar? Vista la resistenza di Wulfgar di fare di lei sua moglie, Aislin decide di fuggire con la madre. Sarà Wulfgar a trovarle e a riportarle a casa, organizzando il giorno successivo un matrimonio a “sorpresa” molto romantico in cui lui accetta la paternità del bambino anche se fosse di Ragnor.

L’idillio tranquillo tra Aislin e Wulfgar (nomi impronunciabili devo dire!) durerà poco poichè, dopo la nascita del bambino (Rosso di capelli e con gli occhi azzurri come la mamma e quindi non attribuibile a nessuno dei due possibili padri), Ragnor organizza una imboscata a Wulfgar e, insieme a Gwyneth rapisce Aislin e il bambino. L’autrice non ci risparmia un lieto fine a sorpresa talmente originale da apparire praticamente impossibile.

I ritmi del romanzo sono a tratti rallentati, molto del racconto si svolge all’interno del castello rendendolo un po’ statico. Wulfgar è veramente un uomo troppo chiuso in se stesso per la maggior parte del tempo, solo alla fine si apre ai sentimenti mentre resta quasi semprefocalizzato sull’attrazione fisica. Aislin è un meraviglioso personaggio femminile mentre sua madre è veramente repellente, non ho sopportato assolutamente il modo in cui ha abbandonato la figlia e la sua gente per la sua egoistica depressione. La vecchia si riscatta solo alla fine, un po’.

Un romanzo da leggere anche se l’autrice ha prodotto di meglio.

Da 1 a 10?

8

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Il lupo e la colomba - Kathleen Woodiwiss, 8.0 out of 10 based on 3 ratings
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Un Commento in "Il lupo e la colomba – Kathleen Woodiwiss"

  1. maya ha detto:

    La Woodiwiss è una grande scrittrice ma a me questo romanzo non è piaciuto per niente. Troppo statico e un po’ noioso

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