Piano amore mio – John Keats

Piano amore mio, piano Isabella, non far rumore,
Dorme la casa tutta, ma si può svegliare
Chi è vecchio, geloso, e teme per l’onore:
Anche se le orecchie gli hai tappato, per farlo addormentare,
Anche se i tuoi piedi son lievi piume
Come quelli d’una fata che danza sulle spume
Dove s’incontrano l’uno e l’altro torrente,
Piano amore mio, piano Isabella, non far rumore,
Sente tutto il geloso, anche meno di niente.

Scorre lento il fiume, nessuna foglia trema,
Tutto è quiete, e l’occhio sonnolento della notte,
Affascinato dal ronzio vibrante dell’effimera,
Si chiude, scordando gli affanni tutti del Lete.
Per pudore, o compiacenza, s’è ritirata
La luna nelle sue stanze: sa bene
Che non voglio luce nel buio, ma un’oscurità indisturbata.
Sa che voglio vedere solo gli occhi di Isabella,
Le sue labbra polpose di gemma.

Alza il catenaccio, piano, non far rumore,
Siamo morti al più piccolo stridore.
Bene. E adesso le tue labbra, un letto di fiori.
Può dormire il vecchio, i pianeti possono affogare:
La rosa chiusa sognerà i nostri amori
Destandosi al mattino caldo che la farà sbocciare.
E coverà tubando la colomba la sua dolce prole,
Mentr’io quell’armonia bacerò che tutto mi fa tremare.

John Keats (1795-1821)

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