Il Diavolo e La Rosa di Virginia Dellamore

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Il Diavolo e la rosa – la mia Rosalynn

Il romanzo “Il Diavolo e la Rosa” inizia presentandoci Rosalynn Kent, 21enne, occhi azzurri e capelli biondi ramati, che , finite le sue incombenze, ogni pomeriggio lascia l’orfanotrofio e si reca nella sua “grotta di Alì Babà”, un luogo pieno di tesori : il castello degli Harwood.

I tesori per Rosalynn si trovano nella biblioteca del castello: libri, tantissimi libri, una montagna di libri , libri che Rosalynn prende in prestito, “li fa vivere” leggendoli e sottraendoli alle tarme, ai ragni, alla polvere ed alla muffa.

Quella sera però non va tutto liscio come sperava.

Viene scoperta con un libro in mano da un uomo sbucato dal nulla che si dichiara proprietario del castello: il conte di Harwood.

Rosalynn rimane senza parole. E’ un uomo alto con capelli lunghi, la barba anch’essa lunga riesce a stento a nascondere le numerose cicatrici che gli devastano il volto ma Rosalynn rimane folgorata dagli occhi: azzurri, grandi, profondi e bellissimi.

Dato che il conte non vuole sentire ragioni e la vuole portare dalle guardie per denunciarla come ladra, Rosalynn gli sferra un calcio che colpisce l’arto di legno e scappa verso il suo orfanotrofio, sicura di potercela fare in velocità data la menomazione del conte di cui si è accorta.

Il Diavolo e la Rosa – il mio Lord Harwood

Ma il conte la rintraccia e la assume come cameriera per il castello e da qui in poi, molto lentamente qualcosa cambierà.

Rosalynn, nonostante la sua vita in orfanotrofio con quell’arpia della direttrice Finnegan, non ha mai cambiato il suo carattere.

E’ coraggiosa, onesta, buona, forte oltre che bellissima.

Lord Harwood, che era bellissimo prima dell’incidente, è scontroso, non è gentile, si è sempre interessato a se stesso perchè pieno di sè.

Ma ora, senza l’aspetto esteriore che ha perso, si è chiuso, ha costruito un muro invalicabile.

La cosa bella è il cambiamento che Lord Beaumont subirà stando a stretto contatto della fiera Rosalynn.

Inizia a pensare che oltre all’utile potrebbe avere anche il dilettevole.

“Questa ragazzetta, il cui nome ho scoperto essere Rosalynn Kent, è ancor meno di nessuno. Nel caso di Lilian ho perduto l’occasione di un matrimonio vantaggioso: in questo caso cosa perderò? Nulla. Avrò una rosa, una maledetta e meravigliosa rosa, che non sa di essere una rosa e crede di essere un cardo.”

Recensione

Il Diavolo e la Rosa è un romanzo liberamente ispirato alla fiaba “La Bella e la Bestia”.

Molto divertenti sono le schermaglie verbali che intercorrono fra Rosalynn e lord Harwood.

E lord Harwood che si fa le domande e si risponde da solo? Ne vogliamo parlare?

Devo confessare che mi sono pure divertita ed ho riso come se fossi spettatrice di una commedia divertente ma non dimentichiamo che prima di tutto è un romanzo molto romantico.

Trasuda amore in ogni pagina, Lord Harwood ne è pieno ma non avendolo mai provato, non si accorge di amare già Rosalynn.

“Mi hai rapito l’anima con un potere cui non posso resistere, eppure potei resistere finchè non ti vidi; e anche dopo averti veduta mi sforzai spesso di ragionare contro le ragioni del mio amore. Ora non ne sono più capace. Sarebbe una pena troppo grande. Il mio Amore è egoista. Non posso respirare senza di te.” ( Keats)

Lord Beaumont Harwood è sicuro che Rosalynn non potrebbe mai innamorarsi di lui. E’ ripugnante, zoppo, non ha soldi, ha un castello in rovina, ha solo una cosa: il titolo di conte. Ma Rosalynn non appartiene a quel tipo di donna.

Rosalynn è abituata sin da piccola a lavorare duro, ha i geloni alle mani, le scarpe sono rotte, i vestiti sono lisi e rattoppati ma ricorda sempre cosa le diceva la vecchia cameriera Dorcas dell’orfanotrofio : “Pugni stretti e schiena dritta”.

Rosalynn scopre abbastanza presto di essersi innamorata del conte ma vuole essere amata e non si accontenta di meno.

Anche qui, come in tutti i romanzi di Virginia Dellamore, ci sono i cattivi, le cattive, gli intrighi ed i colpi di scena ma non voglio assolutamente spoilerare, rovinerei le sorprese.

E’ un romanzo che merita di essere letto e gustato, come tutti i romanzi di Virginia.

Brava Virginia!

Voto da 1 a 10?
10

Leggilo subito

Amabile Giusti alias Virginia Dellamore è nata in Calabria ed è lì che vive ancor oggi: proprio sulla punta dello stivale, fra il mare e la montagna, vicino a una distesa di verde che, vista dall’alto, sembra la sagoma di un cavalluccio marino.

Ha frequentato il liceo classico e si è laureata in Giurisprudenza. Fa l’avvocato ma non si sente avvocato. Scrivere è la sua vita vera, al di fuori degli schemi imposti dal linguaggio secco e avaro del diritto.

Si addormenta la sera sognando di scrivere, si sveglia la mattina con lo stesso chiodo fisso in testa, non è escluso che perfino davanti a un giudice, mentre perora una causa, la sua mente divaghi pensando a come plasmare una storia o finire un capitolo.

Dunque non sceglietela come avvocato, scriverebbe una citazione pensando alle favole!

È un tipo che ascolta molto e parla poco ma quando scrive non si ferma più…
Se volete farla contenta regalatele un saggio su Jane Austen, un ninnolo di ceramica (preferibilmente blu), un manga giapponese, o una piantina grassa (più spine ci sono meglio è). Preferibilmente tutti insieme.

Spera di invecchiare lentamente (perché questo pare sia l’unico modo per vivere a lungo…) ma mai invecchiare dentro! Dentro avrà sempre un’età con poco passato e molto futuro e scarsa saggezza.

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