La Poesia del Funerale di 4 Matrimoni e…

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Oggi mi dedico alla poesia del Funerale di 4 Matrimoni e 1 Funerale. Mi è sempre piaciuta, ma, allo stesso tempo, mi ha fatto sempre sorridere la scelta di dedicarla all’amico che muore.

Gareth e Matthew

Nel film muore Gareth, l’amico buffo, il dissacratore, l’amante segreto di Matthew, l’altro amico del gruppo. La coppia omosessuale, segreta di spezza. Anzi solo al funerale sappiamo cheGareth e Matthew erano una coppia. Anche se in qualche breve momento del film avrebbe potuto aiutarci a capire che fra Gareth e Matthew c’era qualcosa che andava ben oltre la semplice amicizia. Però non era facile: aggiustare una cravatta, parlare all’orecchio, mettere una mano sull spalla sono gesti che non sono escludivi di una coppia di amanti.

Dirà Charles al funerale di Gareth (Charles è Hugh Grant):

It’s odd, isn’t it? All these years we’ve been single and proud of it. Never noticed that two of us were, for all intents and purposes, married all this time.

Non è strano? Tutto questo tempo a vantarci di essere single e non ci siamo mai accorti che 2 di noi erano, in tutto e per tutto, sposati.

La Poesia del Funerale di 4 Matrimoni e 1 funerale è stata scritta da un poeta britannico, Wystan Hugh Auden (York, 1907 – Vienna, 1973). Per la prima volta venne pubblicata all’interno della tragedia in 2 atti The Ascent of F6 (la scalata di una montagna situata al confine di una colonia dell’Impero Britannico e di un paese di fantasia). era il 1936.

4 anni dopo, nel 1940, la poesia venne inserita in una raccolta di poesie scritte dall’autore fra il 1936 e il 1939 e sono ancora adesso quelle che lo definiscono maggiormente con qualche cambiamento, ma è sempre lei.

La poesia è bellissima e racconta di una coppia spezzata, poco importa che sia una coppia omo o etero: è l’amore che non c’è più e che non tornerà.

Il professor Seamus Perry dell’Università di Oxford scrive in una sua analisi:

The capacity of love to transform a life is keenly felt in many Auden poems, but often the true immensity of love is learned through realising the enormity of its absence: the revised text of ‘Funeral Blues’ has a striking line that confesses such defeat: ‘I thought that love would last for ever: I was wrong’

Leggi tutta l’analisi della poesia da parte del professor Seamus Perry qui.

Questa poesia offre anche la chiave di lettura di tutto il film:

  1. il matrimonio è la tomba dell’amore. (le ultime battute dei protagonisti lo confermano). Dirà Charles a Carrie

But first let me ask you one thing.
Do you think, after we’ve dried off,
after we’ve spent lots more
time together, you might agree
not to marry me?
And do you think
not being married to me might maybe
be something you could consider
doing for the rest of your life?
Do you?

Carrie, ovviamente, risponde: “Lo voglio”.

2. La morte cala solo sulla coppia segreta omosessuale. Vendetta divina? Attenzione all’HIV? Infondo era una non coppia (neanche gli amici lo avevano capito) e quindi era sacrificabile? Gareth era sacrificabile nella misura occorreva dare un senso profondo al film e farlo diventare qualcosa di più che un film a episodi.

La morte arriva dopo 3 matrimoni e arriva sull’amore vero, profondo, eterno ed è proprio grazie alla morte che il protagonista cresce e capisce che non deve cercare il matrimonio, ma quello che viene solo con un rapporto d’amore (una vita di coppia, una famiglia, dei figli). Il quarto matrimonio è il suo ed è un non matrominio, all’insegna dell’amore vero, quello che Matthew aveva per gareth e che, senza timore, ha condiviso durante il suo elogio funebre.

Il film finisce con le foto dei matrimoni degli amici, tutti bloccati nella felicità di posare con un bel vestito n una bella location, Nelle foto di Charles e Matthew si mostra invece la vita vera, quella felice.

FUNERAL BLUES

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento prima che si metta
ad abbaiare, zittite i pianoforti e al cupo segnale
del tamburo portate fuori il feretro, parta il funerale.

Alti gli aeroplani s’avvitino in cerca di conforto
scarabocchiando sull’azzurro la notizia È morto.
Mettete un merletto al collo bianco d’ogni piccione.
Fate indossare ai vigili guanti neri di cotone.

Era il mio nord, il mio sud, il mio ovest, il mio est,
la mia settimana di lavoro e il mio giorno di festa,
il mio meriggio, la mia notte, la mia parola, il mio canto.
Sbagliai a pensare eterno quest’amore – ora so quanto.

Le stelle non servono più; spegnetele a una a una;
smontate il sole e imballate la luna;
strappate le selve e scolate tutto il mare.
Nessun piacere potrà mai tornare.

Ascoltala nella commedia di Auden, Ascent

Leggi le poesie di Auden

Leggi la nostra recensione al film qui.

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