Lady Oscar – Anime 1979

Lady Oscar è un cartone animato giapponese che sbarca in Italia nella prima metà degli anni ’80. Tratto dall’onomino fumetto di Ryoko Ikeda, narra la storia di Oscar, una ragazza francese di nobili natali, sesta figlia femmina di François Augustin Reynier de Jarjayes, un generale del re, che, educata dal padre come un uomo,  all’età di 14 anni decide di entrare nella Guardia Reale.

Il cartone abbraccia un arco temporale di 20 anni, nel quali vediamo Oscar crescere e cambiare idee, amore, causa. Il suo cambiamento è declinato anche fisicamente. I capelli e gli occhi di Oscar si allungano con l’età, le uniformi che indossa cambiano colore (bianco, rosso, blu, come i colori della bandiera francese). Fedelissima del Re e di Maria Antonietta, Oscar sposa la causa del popolo, perdendo la vita durante la presa della Bastiglia, il 14 luglio 1789. Aveva 34 anni.

Recensione di Vitaromantica

E’ il cartone al femminile degli anni ’80. Intenso, romantico, rivoluzionario. Negli anni ’80, riesce ad offuscare il dominio di colossi come Goldrake e Jeeg Robot. In 40 episodi accade sempre qualcosa, dal duello, al complotto, dallo scandalo alla dichiarazione d’amore, dal tradimento all’intrigo, dalla congiura alla denuncia sociale.

La protagonista combatte alla pari in un mondo dominato dagli uomini, dove grazie a studio, abilità e caratteristiche innate riesce a distinguersi e a superare difficoltà, difendere i più deboli e sconfiggere i nemici. Il successo professionale (le meritate promozioni militari) impedisce la sua realizzazione personale e infatti anche nella vita privata Oscar non indossa sottane, ma si limita a suonare occasionalmente il piano e a leggere qualche libro sorseggiando un bicchiere di vino rosso. Oscar si innamora non ricambiata del Conte di Fersen, amante della Regina alla quale Oscar stessa ha giurato eterna fedeltà. Alla fine Oscar capisce di amare André, il suo compagno di sempre, ma la loro felicità dura solo un attimo. Entrambe le vite vengono spezzate dai tumulti della Rivoluzione Francese.

Il titolo originale dell’anime e del manga è Berusaiyu no bara, Le rose di Versailles, al plurale, facendo intendere che si tratta non solo della storia di Oscar François de Jarjayes, ma anche delle donne che incontra durante il suo percorso di crescita. Le protagoniste sono alla fine tutte associate ad una rosa di un colore specifico. Per molti le protagoniste, o rose, sono 5, per altri 6. Vediamo chi sono.

Regina Maria Antonietta: la rosa rossa, il colore della passione e dell’amore corrisposto per il Conte Hans Axel von Fersen. Una storia d’amore fra la Regina e il Conte che si snoda per tutti i 40 episodi dell’anime. Per scrivere la storia, Ryoko Ikeda si è documentata tantissimo, diventando una vera esperta del periodo. Per la sua Maria Antonietta la Ikeda si è basata sulla biografia scritta da Stefan Zweig, Maria Antonietta. Una vita involontariamernte eroica, che descrive la Regina come una donna media, non destinata alla grandezza per la sua natura intrinseca, ma divenuta grande per gli avvenimenti storici che l’hanno vista protagonista. Un capolavoro che ha saputo scardinare Maria Antonietta dall’essere solo una “perfida austriaca” giunta in Francia a causa di un matrimonio combinato.

Contessa Du Barry: è la rosa corallo, quella del desiderio. La contessa è la favorita di Luigi XV, e per questo motivo a corte è la donna più potente di corte, essendo la Regina morta da anni. Di dubbie origini e di altrettanto dubbia moralità, esercitando il mestiere più antico del mondo riesce ad ottenere il titolo di contessa, sposando un conte che avvelena poco dopo il matrimonio. Con il titolo di Contessa riesce a farsi ricevere a palazzo, conoscere il re e divenirne amante. È un personaggio storico realmente esistito Marie-Jeanne Bécu, contessa du Barry.

Rosalie Lamorlière​: la rosa blu, ancora in boccio, da alcuni associata al mistero delle sue origini e alla saggezza che malgrado la giovane età, Rosalie dimostra di avere in diverse occasioni. Rosalie è colei alla quale la Ikeda affida il compito di spiegare il titolo della sua opera.

Jeanne de Valois: coetanea di Oscar e Maria Antonietta è la malefica rosa nera. Una donna disposta a tutto per raggiungere il proprio obiettivo di riscatto sociale ed economico. Jean è la sorella putativa di Rosalie. Il padre era un nobile decaduto, il marito un nobile di basso rango. Jean è la mente dello scandalo della collana ed è realmente esistita. Il suo nome completo era Jeanne de Saint-Rémy de Valois, Contessa De La Motte Valois.

Contessa di Polignac: rosa gialla, il simbolo della gelosia. Diventata madre in giovane età, affida la sua primogenita, Rosalie, a Nicole Lamorlière, già madre di Jean. Grazie alla sua splendide doti canore riesce ad entrare nelle grazie della regina. Gelosa del rapporto di estrema fiducia che Oscar ha con la Regina, tenta moltisisme volte di farla fuori, non riuscendoci. Anche in questo caso, è un personaggio realmente esistito: Yolande Martine Gabrielle de Polastron, duchessa de Polignac.

Charlotte de Polignac: la rosa rosa, il colore dell’affetto che dimostra nei confronti di Oscar e dell’obbidienza ai voleri della madre che la vuole giovanissima in sposa all’anziano ricco duca Roland de Guiche. preferirà lanciarsi dalle mura del castello piuttosto di accettare il suo triste destino,

Ed infine Lady Oscar: rosa bianca. Il colore simboleggia la purezza, come puri sono sempre stati i suoi ideali: onore, lealtà, onestà. In questa foto Oscar indossa la sua prima uniforme da capitano della Guardia Reale, quella bianca.

Il colore bianco nella opera della Ikeda è circolare, bianca è prima uniforme di Oscar, bianca è l’alta uniforme che indosserà per ballare tutta la notte con la Regina per proteggerla della malelingue di corte. Bianco sarà il vestito da sera che indosserà per ballare con il Conte von Fersen, bianca la coloba che vedrà volar ein cielo prima di essere colpita dai fucilieri della bastiglia, e infine bianca la rosa confezionata dalla regina Maria Antonietta per lei con i capelli diventati tutti bianchi per i dispiaceri.

Il ciclo che si chiude nell’anime è dato anche dal fatto che nella sigla iniziale Oscar appare come una rosa rossa stretta da rovi di spine, alla fine dell’anime, macchiato di rosso sarà il fazzoletto che Oscar si porta alla bocca per coprire i colpi di tosse, macchiata di rosso sarà la camicia bianca sotto la sua uniforme.

La rosa bianca, Oscar, si tinge di bianco mente la rosa rossa Maria Antonietta, di bianco.

“Una rosa è sempre una rosa, che essa sia bianca o rossa. Una rosa non sarà mai un lillà”.

In questa ottica profetiche suonano le parole di André.

Oscar è un personaggio di fantasia, ispirato a due personaggi realmente esistiti.

Marie Schellinck o anche Marie-Jeanne Schellinck, nata a Gand  il 25 luglio 1757 (Lady Oscar nasce il 25 dicembre 1755, stesso giorno, anno diverso), all’età di 35 anni, il 15 aprile 1792, decide di arruolarsi nel  2 ° battaglione belga. Dopo appena 2 mesi, Marie viene promossa caporale, poi sergente nel 7 dicembre 1793. Successivamente venne fatta prigioniero di guerra in Austria il 3 marzo 1797, tornò in Francia l’11 giugno 1798, fu nominata seconda luogotenente il 9 gennaio 1806.

Marie prese parte alle battaglie di Jemappes, Arcole, Marengo, Austerlitz e in tutte o viene ferita o menzionata per meriti tanto da venire insignita con una medaglia da Napoleone stesso.

Inchinatevi al cospetto di questa donna straordinaria, perché è una delle glorie del nostro impero

Marie disse addio alla divisa e alle armi nel 1795/96 quando si sposò con il tenente Louis-Joseph Decarmin. Nel 1808 si stabilirono a Lilla dove Marie morì nel 1840 a 83 anni.

Pierre-Augustin Hulin (1758 – 1841) un giovane 30enne ex lavandaio di corte, ex militare che guidò  il popolo insorto alle prese della Bastiglia dove fu uno dei primi ad entrare.

Da 1 a 10?

10

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Vedi o leggi Lady Oscar

Lady Oscar

Ma sarà stata veramente uccisa alla Bastiglia. Se anche tu come me hai dei dubbi, seguici su questo blog. Stiamo preparando delle grandi sorprese perché i miti non muoiono mai.

Lady Oscar – Sigla Italiana Cantata dai Cavalieri del Re

Ascolta la colonna sonora originale

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