I Cancelli del Cielo – Film 1980

I Cancelli del Cielo – Film 1980

  • Categoria dell'articolo:Film Storici
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I Cancelli del Cielo si aprono e si chiudono in una piccola città di frontiera per accogliere gli abitanti del villaggio per una unica ultima festa.

La pace del villaggio viene spazzata via quando un esercito di mercenari, assoltata dai latifondisti locali arriva in treno per uccidere i migranti, colpevoli di reclamare ognuno un pezzetto di terra da coltivare, levandolo proprio ai latifondisti.

Si oppone al massacro solo lo sceriffo della città.

Recensione

Credo che uno dei maggiori difetti di questo film è che fosse troppo avanti per i tempi. Per niente didascalico, molto edonistico, racconta come il vecchio West ha perso la sua innocenza.

Le angherie non sono più verso gli Indiani, ma verso i nuovi arrivati, i migranti, che sono brutti, sporchi e (un po’) cattivi.

Il motivo? Sempre lo stesso: i soldi.

Di fatto il film è una grande metafora: una feroce critica al capitalismo Made in USA, ai falsi valori e al perbenismo imperante.

La morale è che una volta all’interno del sistema, è impossibile uscirne.

Il peccato? Troppo Cimino. Se la sceneggiatura l’avesse scritta un altro professionista, molte cose non sarebbero state date per scontato. A volte la visione di un regista non è sufficiente.

Un secondo peccato? il cinema è fiction. Troppa polvere durante la scena del combattimento finale sporca le inquadrature. Va bene il realismo, ma nel cinema, quando è troppo, a volte, non funziona.

La sceneggiatura de I Cancelli del Cielo segue le regole del viaggio dell’eroe in 3 atti.

Primo atto

  1. Mondo ordinario: un ragazzo si laurea ad Harvard e decide di servire il suo paese andando nel West.
  2. Chiama per l’avventura: il ragazzo, ormai uomo e sceriffo viene a sapere che i latifondisti hanno deciso di trucidare 125 migranti appena arrivati.
  3. Rifiuto della chiamata: lo sceriffo dice alla sua bella francesina che se ne vuole andare. Poi le chiede (quando il massacro è iniziato) di scappare insieme.
  4. Incontro con il mentore: la bella francesina.
  5. Attraversando la prima soglia: lo sceriffo rimane per difendere i migranti.

Secondo atto

  1. Prove, Alleati e nemici: la vita nella cittadina scorre lenta. La violenza è dietro l’angolo. Un vecchio amico di università dello sceriffo lo avverte. Un pistolero assoldato per uccidere i migranti invece cambia bandiera e pagherà con la vita questa sua scelta.
  2. Avvicinamento alla caverna più profonda: il pistolero muore.
  3. Il calvario: la bella francesina muore proprio quando stavano per farcela.
  4. Ricompensa: lo sceriffo uccide tutti tranne uno.

Terzo atto

  1. La resurrezione: passano gli anni e lo sceriffo è ancora vivo, e forse ancora più ricco di come lo avevamo lasciato (spesso dirà che lui può comprare tutto quello che vuole).
  2. La strada del ritorno: viaggia in barca con una donna.
  3. Ritorno con l’elisir: aspetta che si desti, ma lui non è felice.

Solo a me il pezzo in cui Walken scrive la sua lettera di addio fra le fiamme, ricorda il pezzo dell’orologio che consegna a Bruce Willis bambino dopo averlo custodito per anni nell culo in Pulp Fiction?

Costato 44 milioni di dollari, ne incassa appena 3,5. Un mega flop.

Da 1 a 10?

7

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