Alatriste – Film 2006

  • Categoria dell'articolo:Film Storici
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Il Destino di un Guerriero è il titolo italiano scelto per Alatriste. Chiamarlo semplicemente Il Capitano Alatriste era troppo difficile? Omen Nomen e anche in questo caso. Mai che sorridesse 1 volta!

Recensione

La sceneggiatura di Alatriste segue le regole del viaggio dell’eroe in 3 atti.

Primo atto

  1. Mondo ordinario: un capitano spagnolo è un valoroso combattente. Il fronte lo chiama e ogni volta riesce a tornarsene in patria. Da un amico morente gli viene affidato il figlioletto, che diventa suo figlioccio.
  2. Chiama per l’avventura: Disobbedisce a un ordine non uccidendo 2 stranieri che stavano entrando di nascosto a Madrid (sono il futuro Re di Inghilterra, Carlo I, e il Duca di Buckingam). Entrano in scena 2 donzelle una bruna e una rossa (rispetti love interest del capitano e del suo figlioccio). Il capitano ritorna al fronte e dopo 10 anni di questa vita torna a casa e il suo figlioccio, ormai uomo, gli recapita una lettera inviata dal Palazzo
  3. Rifiuto della chiamata: il capitano non vuole aprire il messaggio perché tanto gli chiedono la stessa cosa
  4. Incontro con il mentore: non ne ha uno. A momenti sembra essere un prete, ma poi sparisce, il Duca che serve, ma alla fine sono in rotta, la bella attrice che lo ama ma che non lo convince a fare il grande passo
  5. Attraversando la prima soglia: il mondo corrotto lo disgusta, ma accetta un ennesimo incarico (recuperare oro da un galeone)

Secondo atto

  1. Prove, Alleati e nemici: anche se ha compagni di battaglia, il capitano è solo. In patria ha nemici e non è chiaro quale sia il suo obiettivo nella vita. Combatte, ma non ha più un ideale. La corte gli sembra corrotta, il suo re non pensa a governare il paese e tutto gli appare vano
  2. Avvicinamento alla caverna più profonda: il figlioccio gli rinfaccia che non ha vere regole e che ha ucciso persino i suoi amici
  3. Il calvario: il suo Re è l’amante della sua amata, il figlioccio sta per essere ucciso dai suoi debitori, il capitano viene ferito (quasi a morte) e il duca sposa l’amata del figlioccio. La vita a casa è brutta. Molto meglio stare al fronte!
  4. Ricompensa: il figlioccio è vivo e il capitano sopravvive alle ferite

Terzo atto

  1. La resurrezione: il figlioccio uccide il sicario che ha tentato di uccidere il capitano. la moglie del sicario regala le armi del marito al capitano
  2. La strada del ritorno: il capitano torna dalla sua amata, rinchiusa in un ospedale per sifilitici e le dona la collana che avevo preso come pegno del suo amore. Il figlioccio viene arrestato con la scusa di essere una spia al servizio della Francia (sotto c’è lo zampino del duca)
  3. Ritorno con l’elisir: la reputazione della spagna è persa? C’è ancora Alatriste, forse non il più onesto degli uomini o tantomeno il più pio, ma certamente impavido, che con i suoi uomini, figlioccio incluso, si batterà per essa. Al figlioccio l’onore di raccontare chi era, anzi chi erano (finale alla 300!)

Costato non si sa quanti milioni di dollari, ne incassa 23. A mio avviso non sembrano sufficienti a recuperare l’investimento.

Con una storia del genere fra le mani (bella) e forse una sceneggiatura diversa c’erano a mio avviso i margini per farlo diventare un blockbuster. Il secondo atto inizia dopo quasi 50 minuti dall’inizio, quando finalmente vediamo cresciuto il ragazzino che gli era stato affidato che recapita una missiva al capitano sbarcato con i veterani delle Fiandre! Troppi. Va bene dare delle premesse importanti per lo svolgimento della trama, ma in questo modo invece di essere epico, cade nel didascalico.

Anche i subplot potevano essere giocati in maniera diversa. Mi sarebbe piaciuto diventasse una specie di detective story, dove il capitano è incaricato di sventare il complotto che lo ha visto protagonista nel tentativo di uccidere il futuro re di Inghilterra e che magari poteva estendersi sino a minacciare il Re di Spagna.

Oppure un novello Cyrano, dove il Re di Spagna e Alatriste si combattono la bella attrice (che ha i capelli rossi come Ambra. citazione o caso?)

Invece ondeggia. E alla fine non è nulla di tutto ciò.

Peccato. Avrebbe potuto essere epico come Master & Commander, dove la sceneggiatura prende come riferimento solo alcuni libri della saga, e non tutta.

Ironia: malgrado le battaglie è pure un film lento.

La migliore battuta del film appartiene all’innamorata del figlioccio:

Il tradimento è una macchia che non invecchia.

Angélica de Alquézar

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