Belinda Malfetti: la Tradwife che Vive Felice e Contenta

Ciao Belinda, grazie per il tempo che ci dedichi. Sei stata letteralmente folgorata in tempo di covid e hai deciso di re-inventarti e dare una svolta radicale alla tua vita come tradwife. Da giornalista che scriveva infuocate lettere ai ministri a blogger che racconta la felicità di riassettare casa ed educare i propri figli, il passo è grande, molto grande.

B.M. Neanche troppo grande, è stato un percorso che mi ha portato a conoscermi meglio, a scoprire che sono sempre la stessa donna combattiva, che non smette mai di cercare soluzioni, e che trova il bello in ogni cosa. A dire il vero, negli ultimi anni mi ero un po’ persa, da giornalista freelance alla perenne ricerca di un lavoro un po’ più stabile, comunque madre di tre figli e moglie, non riuscivo più a far combaciare tutti i pezzi del puzzle. Il poter rimanere a casa è stato un modo perfetto per poter riscoprire la gioia e la serenità dello stare fra le mura domestiche e in un certo senso una nuova scoperta su me stessa, sul mio modo di essere.

Il desiderio di restare a casa non nasconde una realtà più tragica: l’immensa difficoltà di una donna con figli over 40 di inserirsi in un mercato del lavoro già difficile in tempi normali, figuriamoci in tempo di covid.

B.M. Infatti il mio percorso lavorativo, dopo la nascita del terzo figlio, è stato sempre più in salita, un continuo affanno, e forse il fatto di dichiarare persa la battaglia del trovare un lavoro mi ha permesso di raggiungere una serenità emotiva che prima non avevo. Ovviamente l’ho potuto fare in accordo con la mia famiglia, rinunciando sicuramente a qualche certezza economica ma allo stesso tempo ritrovando un equilibrio familiare e di gestione del tempo.

Hai dichiarato che il tuo sogno è sempre stato di fare la casalinga, o tradwife, ma che tutti quelli intorno a te ti avevano fatto capire che era una scelta sbagliata. Adesso sei casalinga. Cosa ne pensa tua madre. 

B.M. Mia madre ha lavorato e allo stesso tempo si è occupata della casa, ma è da sempre una fiera sostenitrice di tutte le mie scelte. Qualunque sia il mio ‘ruolo sociale’, a lei interessa che tipo di persona sono, i miei valori, la mia educazione e il mio saper stare al mondo, il mio sapermi comportare in tutte le situazioni. 

Hai 3 figli e un marito che ti appoggiano e ti hanno sempre appoggiato. Loro come hanno preso questo nuovo capitolo della tua vita: “mia mamma, mia moglie è tradwife”?

B.M. Direi tutti benissimo, soprattutto dal punto di vista culinario, visto che sforno torte e pizze a ripetizione! A parte gli scherzi, ho la fortuna di avere un marito che mi sostiene da sempre in tutte le mie scelte, da quelle lavorative e di carriera a quest’ultima che mi rende così serena. Per quanto riguarda i miei figli, li ho sempre spinti a fare ciò che più piaceva loro, quello che li rendeva in pace con loro stessi, e la stessa cosa mi hanno detto loro quando ho preso questa decisione.

Il tuo blog sta crescendo esponenzialmente, cosa ti dicono questi numeri?

B.M. Che non sono l’unica donna a trovarsi in questa situazione, che tante altre come me, volenti o nolenti, hanno riscoperto il piacere di poter stare a casa, di cucinare, di mettere a posto, di trovare anche degli spazi e dei momenti esclusivamente per loro, di continuare a crescere, a studiare, di essere donne di casa e famiglia nel senso tradizionale del termine. E tutto ciò con grande orgoglio e dignità, io non mi sento seconda a nessuno, non mi sento meno importante di altre perché non ho un lavoro, né tantomeno dipendo economicamente da mio marito, perché se vogliamo vederla sotto questo punto di vista sì dipende economicamente anche da un datore di lavoro che a volte non ti paga, oppure che ti fa mobbing. I soldi che entrano in una famiglia, chiunque  li porti, sono da considerarsi della famiglia stessa. Secondo me si può applicare lo stesso concetto anche agli uomini ai quali piace stare a casa e prendersi cura dei figli, se hanno mogli con un ottimo lavoro e che possono provvedere al fabbisogno economico della famiglia. 

Forse non lo sai, ma stai creando un movimento. Una insurrezione sociale che forse è mancata al partito delle casalinghe... Certo tradwife, come direbbe Manuel Fantoni “poggia bene”…

B.M. Ti dirò, visto il modo in cui sono stata attaccata dalle altre donne per questa mia scelta, mi piace l’idea di poter lottare proprio in nome della libertà di scegliere. Anche se sembra una frase forte, mi arrogo con orgoglio il diritto di poter rimanere a casa, perché mi piace farlo, non solo perché ho fatto di necessità virtù, e vorrei gridare a gran voce che tutte noi casalinghe siamo orgogliose di esserlo, orgogliose di poterci prendere cura della nostra famiglia. Non permetterò che qualcuno ci dica cosa dobbiamo essere, perché credo fermamente che le donne che hanno lottato per darci il diritto di scelta non intendessero limitarci proprio in questa che per noi è naturale.

Alle comunali del 2021, alcuni partiti propongono una casalinga per ogni lista di partito per averne una in ogni municipio.

B.M. Essere casalinga è un lavoro vero e proprio che prevede la capacità di amministrare un budget, di problem solving, di gestione di conflitti, di organizzazione di orari e spazi. La maternità è il più difficile e il più formativo dei master, quindi reputo noi casalinghe le persone più adatte da inserire nelle amministrazioni comunali. Siamo donne volitive, capaci, forti, caparbie e soprattutto puntiamo ad arrivare all’obiettivo nel minor tempo possibile e con la massima efficienza. Perché non dovrebbero candidarci?

Le casalinghe, tradwife, sono un gruppo elettorale forte, alternativamente unito negli anni a imprenditori e under 24 e in altri anni a giovani e operai ovvero le casalinghe negli anni si uniscono alla tradizione mentre in altri anni alla voglia di riscatto sociale. Secondo te per quale motivo?

B.M. Io non credo che le cose siano in contrasto, ritengo che la capacità di essere aderenti alla tradizione e allo stesso tempo proiettate al futuro sia propria di noi casalinghe, che diamo valori e radici ai nostri figli ma anche ali per proiettarsi verso il futuro. Per quanto riguarda il riscatto sociale, credo che sia iniziato e nessuno potrà più fermarlo, entro 10 anni essere casalinga sarà considerata nuovamente una scelta possibile e non un mero ripiego, nessuno potrà più considerarci persone inattive nei confronti della società, perché siamo noi che mandiamo avanti il vero welfare sociale.

Dal 2014 un noto politico promette 1000 euro al mese alle casalinghe o tradwife.

B.M. Le promesse dei politici sono tante, quando sarà una casalinga a fare politica, allora forse comincerò a crederci! A parte gli scherzi, proprio tornando al discorso del welfare sociale, credo che dare uno stipendio alle casalinghe sia il giusto modo per riconoscere la qualità del loro lavoro.

Sei molto social. Su instagram ti seguono tantissimi nobili. Tuo nonno proveniva da un’antica famiglia nobile della Maremma, questa cosa potresti pubblicizzarla maggiormente. Non ti piace dare un tocco di Allure alle tue pagine?

B.M. Trovo che la vita di una casalinga sia già molto glamour di per sé, se presa con il giusto mood! E poi, siamo tutte un po’ principesse, dentro la nostra casa…

Vita romantica si occupa principalmente di film, libri, musica e poesie romantiche. Qual è il tuo film preferito?

B.M. A piedi nudi nel parco. mi rispecchio molto in Jane Fonda, e rivedo mio marito in Robert Redford!

Il libro che hai detto a tua figlia di leggere assolutamente?

B.M. Il piccolo principe e Nessun luogo è lontano di Richard Bach

La poesia che ancora ricordi a memoria?

B.M. Quelle imparate a scuola quasi tutte, ma fra le mie preferite ce ne sono diverse di Walt Whitman, che mi piace rileggere e ripetere… 

La canzone della quale non puoi fare a meno?

B.M. I i miei gusti musicali spaziano dal rock alla trap, dall’indie al soul, tra l’altro mio padre era un musicista, quindi non riesco a trovare un’unica canzone che mi rappresenti. Sono molto legata ad alcune canzoni di Jovanotti, perché hanno contribuito a far nascere l’amore fra me e mio marito, poi ad una sempre dello stesso autore, Libera, perché mi fa pensare a mia figlia, e a Brezza di Mynd… Perché Mynd è mio figlio!

Belinda, grazie per il tempo che ci hai dedicato. Come vuoi salutare le nostre lettrici, molte di loro in dubbio se diventare tradwife a tempo pieno?

B.M. Innanzitutto ringraziarle per la pazienza che hanno avuto nel leggermi fino a qui, so di essere una chiacchierona! Poi volevo salutarci con un augurio e un consiglio: siate sempre voi stesse, fate ciò che vi rende serene, affrontate tutti i momenti bui cercando di trovarne la parte positiva… Forse non risolverà i problemi, ma sicuramente vi aiuterà a vivere meglio!

Ringraziamo ancora Belinda e se vuoi leggerla come facciamo noi, sotto i contatti dei suoi canali e se anche tu sei una tradwife, contattaci perché saremo felici di raccontare anche la tua storia.

https://thehappyhousewife.blog/
https://www.instagram.com/thehappyhousewife.blog/?hl=it

Se sei una tradwife o lo vuoi diventare ecco una piccola lista di cose che non puoi non avere:

Un simpatico notebook

Una sportina per la spesa

Un manga che non puoi non leggere: La via del grembiule – Lo yakuza casalingo

Volume 1

Volume 2

Volume 3

Volume 4

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