Lolita – Film 1962

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Molti critici dicono che la Lolita di Kubrick dovrebbe chiamarsi Quilty, perché di fatto Kubrick del libro di Nabokov prende, strappa attacca e ricrea. Non lo so. Rimane un capolavoro. Iniziamo.

Un uomo uccide un altro.

Chi ha ucciso chi? Per quale motivo? Si conoscevano? Perché il ping pong?

Flashback.

Un professore divorziato si trasferisce in una cittadina dove a breve inizierà a lavorare per il leceo locale. Cerca alloggio e lo trova da una bella signora con una figlia acnora più bella che accede l’interesse del professore. Il professore non se ne innamora, semplicemente la desidera come mai nessuna altra donna prima, anche se è solo una bambina, ma questo dettaglio poco sembra avere importanza per il professore.

Madre e figlia partono e la madre lascia una lettera per il professore nella quale si dichiara. La cosa diverte molto il professore che decide di sposare la vecchia madre, per poter avere l’occhio libero sulla figlia.

Le cose potrebbero continuare all’infinito, ma il professore deve sfogarsi e trascrive in un diario le sue pulsioni, soprattutto per la vacca senza cervello che ha sposato. Avrebbe potuto nasconderlo meglio. La vacca senza cervello legge i diario, indignata scappa, ma viene investita e muore sul colpo lasciando il professore e la ragazzina soli al mondo.

la relazione fra il professore e la ragazzina si inasprisce e per cercare serenità, il professore allunga l guinzaglio e permette alla ragazzina di frequentare un corso di recitazione a scuola che ha come effetto quello di rendere il professore ancora più geloso e intraprendere un viaggio in macchina con la ragazzina.

La ragazzina finge un malore, il professore si preoccupa e la porta in ospedale, sarà per lei l’occasione per scappare con un altro uomo.

Il professore inizia a cercarla e cercandola capisce che Lolita non rappresenta per lui solo un trastullo, ma ne è innamorato. Troppo tardi. Passano gli anni e quando meno se lo aspetta il professore riceve una chiamata della ragazza che gli chiede denaro. Lui la raggiunge, la vede invecchiata, gravida, con gli occhiali. ma la vuole lo stesso. Lei rifiuta e gli dice per chi lo lasciò. Il professore si infuria, le consegna il denaro derivato dalla vendita della casa della madre e corre ad uccidere il suo rivale in amore.

Zur ARTE-Sendung Schwerpunkt: Summer of Scandals Lolita 4: Professor Humbert (James Mason) sucht ein Zimmer in Ramsdale. Das Zimmer bei Witwe Charlotte Haze bezieht er aber nur, weil er in der Nähe ihrer Tochter Lolita (Sue Lyon) sein möchte. © Warner Bros. Foto: ARTE France Honorarfreie Verwendung nur im Zusammenhang mit genannter Sendung und bei folgender Nennung “Bild: Sendeanstalt/Copyright”. Andere Verwendungen nur nach vorheriger Absprache: ARTE-Bildredaktion, Silke Wölk Tel.: +33 3 881 422 25, E-Mail: [email protected]
Recensione

Lolita è il sesto film di Kubrick. Lo dirige 2 anni dopo Spartacus ed è il primo con Peter Sellers.

Non c’è compassione o pietà, non c’è la voglia di capire perchè al professore piacciono le ragazzine andando a scavare nel passato dalla vita del protagonista. Lyne lo fa, Kubrick no. Diversa, in maniera sostanziale e profonda, la visione della vita e degli esseri umani dei 2 registi.

Per Kubrick l’essere umano è:

un ignobile selvaggio. È irrazionale, brutale, debole, sciocco, incapace di essere obiettivo verso qualunque cosa che coinvolga i propri interessi. Questo, riassumendo. Sono interessato alla brutale e violenta natura dell’uomo perché è una sua vera rappresentazione. E ogni tentativo di creare istituzioni sociali su una visione falsa della natura dell’uomo è probabilmente condannato al fallimento

Il desiderio di redenzione da parte del professore presente nella Lolita di Lyne, qui è assente. Per Kubrick non c’è redenzione per un uomo folgorato da una bambina, ma solo dannazione. La musica è al minimo, dissonante, con due temi ricorrenti: “Love theme” e “Ya ya”. Il Professore Mason la commenta sprezzante:

Sento ancora le voci nasali di quegli invisibili che la corteggiavano, gente con nomi come Sammy, Joe ed Eddy e Tony e Peggy e Guy e Patty e Rex, e successi sentimentali, tutti uguali al mio orecchio, come le sue caramelle al mio palato

Nella versione di David Lyne, le note di Morricone addolcivano e intenerivano, trasportavano a tratti. Per Kubrick non c’è nulla da smussare: un uomo di quell’età folgorato dalla ragazzina è solo da condannare, 2 uomini anziani folgorati dalla stessa ragazzina è un paradosso.

Mason sembra il degno padre di Jack Torrance.

Sellers fa invece le prove per il Dottor Stranamore.

E Kubrick ride. Ride dello spettatore quando saprà che lo spettatore riderà di gusto quando il professore cercherà di aprire la brandina con il facchino d’albergo, distogliendo l’attenzione dalle vere intenzioni del professore (un crimine, sul quale lo spettatore sceglie di non soffermarsi).

Kubrick che vorrebbe spingere il piede sull’acceleratore (in Eyes Wide Shut ha spinto eccome!), mette in folle e fa navigare tutti e tutto. Sa che sarà un successo e che già dal primo ciak è entrato nella storia del cinema.

Da 1 a 10?

8 (perché la penso come Kubrick: non c’è nulla da addolcire, ma da condannare senza pietà)

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